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| SPECIALE - EverGREEN |
| Impegnati nel verde |
| Piccoli golfisti crescono |
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I rivoluzionari cambiamenti del business legato al golf, che si apre ai giovani, senza rinnegare le sue origini e i suoi tratti distintiviIl vecchio e il bambino si presero per mano e andarono insieme incontro al mercato. Senza preclusioni, con uno sguardo nuovo. Una mossa, i guanti nel cassetto e il cilindro sul tavolo. E una mazza che passa dalle mani dell’esperienza a quelle della freschezza. Questione di allegorie, questione di punti di vista. Il mercato del golf sta cambiando. Dalla torre d’avorio qualcuno si affaccia e scende di un gradino. Non si può esattamente parlare di rivoluzione, ma di apertura sì. Situazione interessante per le aziende e i negozianti che lavorano in questo settore.
La parola magica per far scattare il meccanismo è una sola: giovani. Da loro si parte – sul green – per dare nuova linfa al movimento, verso di loro si muove il mercato che, come sottolinea il direttore generale marketing della Federazione Italiana Golf, Donato Di Ponziano, “è particolare, diverso da quello degli altri sport, che possono contare su un’apertura commerciale più ampia. Per fare bene in questo settore non bisogna necessariamente contare su una grande forza economica, piuttosto è fondamentale conoscere le esigenze dei golfisti ed avvicinarsi a loro a piccoli passi.” Non è una scelta di campo, ma il trionfo di un compromesso storico, che sposa tradizione e attenzione al nuovo che avanza alla ricerca di una miscela economicamente esplosiva.
Ad accendere la miccia ci hanno pensato i risultati dei nostri tre moschettieri, i fratelli Francesco ed Edoardo Molinari e Matteo Manassero, che recentemente si è imposto al Malaysian Open alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, richiamando l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori del mondo. Eccellere tra i migliori è da sempre uno
dei requisiti principali per far crescere un movimento e il golf non fa
eccezione, avendo riscosso e riscuotendo un interesse mediatico, che è in aumento soprattutto grazie alle performance dei suoi interpreti più giovani. “I risultati importanti conseguiti dai nostri giocatori – conferma infatti Di Ponziano – hanno fatto sì che il golf sia stato maggiormente conosciuto. In Italia questo sport è sempre stato considerato una disciplina elitaria, praticata in particolare in età avanzata. Campioni come il nostro Manassero, che ha recentemente compiuto diciotto anni, hanno dimostrato il contrario.” E indicato una chiara direzione da seguire: il futuro sono lui e quelli come lui. Perché l’immagine di un giovane vincente è lo spot migliore per
fare proseliti tra coloro che da tifosi possono diventare consumatori di un mercato che, comunque, garantisce un certo fatturato. Fatto salvo il target che frequenta i circoli, riservati a una fascia di clienti dalla capacità di spesa medio/elevata, c’è infatti un nuovo interlocutore con cui confrontarsi: i ragazzi. “Come Federazione – spiega ancora Di Ponziano – abbiamo realizzato in collaborazione con Kinder un ‘Progetto Scuola’, che, alla sua seconda edizione, sta facendo registrare un crescente interesse nei confronti del golf da parte dei ragazzi delle scuole
elementari e medie, al punto che nel 2011 supereremo la quota di dodicimila presenze.” Un dato confortante che fa riflettere, indicando nuove strategie di mercato. Innanzi tutto per le aziende del settore, chiamate a recepire in tempo reale i nuovi input che arrivano dal circuito. “Il golf – continua infatti Di Ponziano – pur divenendo sempre più popolare, conserva il suo carattere di esclusività con tutti i vantaggi che ne conseguono per le aziende interessate a proporre il proprio brand attraverso tornei e altre manifestazioni connesse a questo sport.” Parliamo di fatturati ancora da mercato di nicchia, ma assicurati dal portafoglio di chi frequenta questo ambiente: professionisti affermati che trovano nel green un alleato nell’intavolare amichevoli trattative con i clienti o che impugnano la mazza semplicemente per rilassarsi, ma anche consumatori economicamente agiati, dalle ampie disponibilità, che vedono nel golf un simbolo del loro prestigio e della loro ricchezza. Questa è una fascia che, allo stato attuale delle cose, aziende e negozianti non perderanno mai, ma, proprio per le sue caratteristiche distintive, è forzatamente un target numericamente ristretto. Perché il golf possa lentamente trasformarsi da mercato di nicchia a potenziale risorsa di chi opera nel marketing sportivo bisogna ampliare la base, coinvolgere forze fresche, investendo sul futuro. L’apertura della Federazione nei confronti del grande pubblico ne è la migliore conferma. “Le nuove frontiere del golf italiano – afferma ancora Di Ponziano – ci consentono di avvicinarci anche ai marchi rivolti al grande pubblico, allargando così il bacino di utenza in termini commerciali.” In questo contesto si inserisce l’innovativa decisione di promuovere il tesseramento libero, che consente a tutti di praticare il golf senza essere soci di un circolo. “Ci si iscrive direttamente alla Federazione – spiega Di Ponziano – e poi si sceglie il campo dove giocare.” Semplice ed immediato. E soprattutto più economico. Senza entrare nelle tasche dei golfisti, ma per capire in modo profondo la portata di questa novità, diciamo che se prima occorrevano dai 300 ai 3000 euro per avvicinarsi al green, oggi ne bastano 75. Logico che il movimento stia crescendo e che acquisti interesse tra i giovani. E allora è questo il momento di lavorare tramite interventi mirati per solleticare l’attenzione dei consumatori vecchi e nuovi. Grazie ai risultati sportivi la curiosità è stata stimolata e l’attenzione catturata, ma per sbocciare completamente serviranno equilibrio e qualità. “Negli scorsi anni – afferma infatti Di Ponziano – la Federazione ha portato avanti un percorso di crescita importante di tutte le componenti del movimento golfistico italiano. Ora, grazie ai brillanti risultati dei nostri giocatori, possiamo goderci i frutti del nostro lavoro. Continueremo a impostare i nostri progetti puntando sulla qualità e potremo relazionarci con gli sponsor con una nuova consapevolezza.” I tempi stanno cambiando e non c’è più posto per visioni troppo tradizionaliste, ma solo per una sintesi vincente, una nuova primavera in cui i giovani di ieri, di oggi e di domani si scoprono forse un po’ più simili. Uniti dalla passione per il golf.
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